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L'EDITORIALE. "Togli la maglietta o non entri": la Curva Nord a difesa di due ragazzi. Quello che gli altri non capiranno mai

Sabato 22 Settembre 2018 | La Redazione | Editoriali

LECCE - Non li capirete mai, statene tranquilli, fatevene una ragione. Restatevene lì, a mugugnare al primo passaggio sbagliato, a criticare i cambi appena non funzionano e ad applaudirli quando Tabanelli si inventa l'assist della vittoria. Restate lì, ad avere due, tre, quattro opinioni nella stessa partita. State lì, tanto non li capirete mai.

Non li capiranno mai, i ragazzi che affollano la Curva Nord che anche oggi hanno dimostrato che prima di tutto sono famiglia. Sono uniti. Esistono concetti e valori superiori all'egoismo personale. Sono famiglia, appunto.

12' di Lecce-Venezia, la Nord si svuota. Il suo cuore centrale resta vuoto e gli altri, quelli che non li capiranno mai, a ridacchiare con fantasiose ricostruzioni e teorie: sotto di noi, in Tribuna Stampa, si sentiva di tutto, dal "si staranno picchiando fuori tra loro ubriachi" al "staranno protestando ancora contro qualcosa o qualcuno".

E invece che succedeva, tra il 12' e il 28' di un anonimo Lecce-Venezia? Succedeva che due ragazzi del gruppo degli ultras venivano stoppati all'ingresso per una maglietta che poteva "turbare l'ordine pubblico", come recitano i regolamenti... "Diffidati presenti", pare ci fosse scritto, un gravissimo incitamento alla violenza, no? "O vi togliete la maglietta o non entrate", pare sia sfugito a quanti controllano l'ordine pubblico nell'impianto.

La risposta dela Curva Nord? Tutti fuori. Sino a quando non entreranno i "criminali" con la maglietta oggetto della discordia. Il resto dello stadio? Sempre a ridere delle fantasiose teorie denigratorie degli ultras.

Tutto si risolve, al meglio, tutti tornano al loro posto ad incitare il Lecce. Gli altri non li capiranno mai...

Piuttosto: l'avete sentito il cimitero di 14 minuti senza Curva Nord...?