FILIPPO, CHE FINE ATROCE. Ritrovato il cadavere nel Ticino: prima è stato massacrato a martellate

Martedì 16 Febbraio 2021 | Cosimo Carulli | Cronaca

VIGEVANO - Incastrato tra due tronchi, oramai in avanzato stato di decomposizione e attaccato dai pesci del Ticino, ma con i documenti in tasca che dicono la verità sulla sua identità.

E' stato ritrovato nel pomeriggio in località Ayala, vicino Vigevano, il corpo di Filippo Incarbone, il 48enne camionista di Castromediano di Cavallino, nel leccese, barbaramente ucciso e gettato nel Ticino.

Dopo quattro giorni di ricerche i sommozzatori dei Vigili del Fuoco l'hanno ritrovato nel pomeriggio in una zona del fiume particolarmente impervia, definita il “Ramo delle Streghe".

L'autista salentino è stato ucciso con violenza, a martellate, così come si legge dal provvedimento di fermo del GIP che ha messo le manette ai due presunti assassini. Calci, pugni, colpi di martello, sino a quando il cuore non ha ceduto per arresto cardiaco. Poi i due si sarebbero disfatti del corpo, lanciandolo nel Ticino.

Gli arrestati secondo la ricostruzione degli investigatori avrebbero punito Incarbone perchè non riusciva più a pagare delle somme dovute a uno dei due per l'acquisto di alcune dosi di droga. Ora devono rispondere di omicidio volontario, distruzione di cadavere, rapina, spaccio di droga e estorsione.

Per Incarbone, invece, grandissimo tifosi del Lecce, appassionato giallorosso, si è mobilitata la macchina della solidarietà per il rientro della salma nel Salento, attraverso gli utenti della pagina Facebook “Sei di Castromediano se…".