Per sfruttare al meglio tutte le funzionalità del sito, aggiorna il tuo browser.

+++ DA NON PERDERE +++ STICCHI DAMIANI, IL FUTURO, LE SCELTE: "chi resta deve sentire l'onore della maglia"

Lunedì 27 Luglio 2020 | Cosimo Carulli | News

LECCE - Lunga intervista, da non perdere, al Presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani, a poche ore dalle primissime dichiarazioni di ieri che hanno fatto il giro del web. Un contenuto giornalistico da non perdere, per cui vi invitiamo ad immergervi in tutte le singole parole del massimo dirigente giallorosso: lì vedrete ben chiari i programmi futuri della società.

Primo bilancio - "Quando una società come la nostra va in A con risorse limitate dagli interventi effettuati sulla riqualificazione dello stadio sbagliare anche pochi acquisti vuol dire mettere il percorso in salita. Nella prima sessione di mercato abbiamo commesso degli errori, con acquisti sbagliati. Tutti sbagliano il 20%-30% di acquisti, ma altri con budget molto più elevati possono ammorbidire gli effetti degli errori. Va detto allo stesso modo che la somma del mercato estivo e di quello invernale non è stata purtroppo sufficiente, sebbene la squadra abbia lottato sino all'ultimo. Questo è comunque un risultato positivo visto il trend delle neopromosse in A".

Futuro di tutti - "La mia testa è alle ultime due di campionato, vanno onorate e dicono che possiamo ancora salvarci. E' prematuro per il resto pensare al futuro di tutti. Su Liverani posso dire che ha dato e ha avuto tanto. Chi resterà a Lecce lo farà perchè si sente onorato di questi colori, non per fare un favore a nessuno. Chi si sente sprecato, senza stimoli, è meglio che vada altrove".

Società - "La compagine è compatta, unita, solidissima. Siamo stati in grado di raggiungere risultati sportivi che in altre piazze più importanti di Lecce sono stati centrati solo in diversi anni, o non sono stati raggiunti affatto. Si può retrocedere al primo anno di A, ma non ci cambia i programmi. Il progetto è con la gente, che ha avuto verso di noi risposte mai viste prima. Mi fermano per strada dicendomi che non vedono l'ora di correre ad abbonarsi. Ripartiremo dalla connessione che abbiamo con i nostri tifosi: se andiamo in B sarà una B fatta seriamente, dove non si può dare per scontato che risaliremo subito ma sarà certo che costruiremo un progetto tecnico importante e con i bilanci in ordine".

"Sole" - "Non abbiamo preso 'sole' dalle altre società, almeno tra chi è rimasto dopo gennaio. Farias ad Empoli l'anno scorso ha giocato sempre, Babacar a Sassuolo è stato sempre chiamato in causa o dall'inizio o a gara in corso, Deiola era arrivato in grande condizione fisica. Alcune cose sono accadute, l'influenza tropicale di Rossettini, la distorsione di Lapadula, sfortune che abbiamo condiviso con la Lazio che è crollata in classifica per gli stessi nostri problemi di rosa corta".

Messaggi d'amore - "Vogliamo crere qualcosa che duri, puntiamo molto sui nostri tifosi. 20mila abbonati sono un lusso per pochi, da loro ripartiremo per rafforzarci nel tempo, figli, nipoti e nonni devono sentire il Lecce tutto loro, non per poche stagioni fortunate, ma per sempre".

Concitazione del dopo-partita - "Ieri una mia dichiarazione è stata fraintesa, circa il valerne la pena di proseguire (CLICCA QUI PER RILEGGERE). Ho usato quelle parole esclusivamente in relazione al seguire le regole, per cui noi prestiamo sempre la massima attenzione con l'obiettivo di rispettarle. Questo sistema calcio non premia chi fa le cose per bene, anzi tutti talvolta si avalla questo mancato rispetto delle norme. In A ci sono club tecnicamente falliti, che sistemano tutto a fine anno con discutibili poste di bilancio e plusvalenze".